giovedì 21 gennaio 2010

LEGGENDO IL GGG



I SOGNI

«I sogni è una cosa molto misteriosa» disse il G.G.G., «nessuno può spiegarli, neanche i professori con un cervello grande così. Tu ha visto abbastanza?»

«Per favore, ancora uno! Quello laggiù». E Sofia cominciò a leggere:

IO HA SCRIVUTO UN LIBRO CHE É COSI’ APPASSIONANTE CHE NESSUNO PUO’ SMETTERE DI LEGGERE. QUANDO UNO HA LETTO LA PRIMA RIGA É COSI’ RAPITO CHE DEVE CONTINUARE FINO ALL’ULTIMA PAGINA. DAPPERTUTTO NELLE CITTA’ I POPOLLANI SI URTA UNO CON L’ALTRO PERCHÉ HA IL NASO FICCATO NEL MIO LIBRO E I DENTISTI LO LEGGE STRAPPANDO I DENTI MA A NESSUNO GLI IMPORTA PERCHÉ ANCHE SULLA POLTRONA DEL DENTISTA LA GENTE LEGGE IL MIO LIBRO. GLI AUTOMOBALLISTI LEGGE GUIDANDO E LE AUTO SI SCONTRA IN TUTTO IL MONDO. I MEDICI DEL CERVELLO LO LEGGE OPERANDO I CERVELLI E I PILOTI LO LEGGE PILOTANDO AEREI E COSI’ VA A TOMBUCTU’ INVECE CHE A LONDRA. I CALCIATORI LEGGE IL MIO LIBRO SUL CAMPO PERCHÉ NON PUO’ STACCARSI E ANCHE I CORRIDORI ALLE OLIPIATTI MENTRE CORRE. TUTTI VUOLE SAPERE COSA SUCCEDE LA PAGINA DOPO E QUANDO IO MI SVEGLIA IO É ANCORA TUTTO ECCITATO PERCHÉ É IL PIU’ GRANDE SCRITTOIO DI TUTTI I TEMPI FINCHÉ LA MAMMA ENTRA IN CAMERA E MI DICE CHE HA LETTO IERI SERA IL MIO COMPITO DI ITALIANO E CHE IO FA ERRORI DI ORTOGRAFFIA MOSTRUOSI E CHE IGNORA LA PUNTINERIA.
(R. Dahl, il GGG, edizioni Salani)


LE ORECCHIE MERAVIGLIOSE


«Confronto a me, tu è sorda come un budino!» esclamò il G.G.G. «Tu sente solo i grandi rumori bombardosi, con quelle tue orecchiottole. Ma io sente tutti i secreti mormorii dell’universo!» «Come? Cosa?»
«Nel tuo paese sente i passet
ti di una coccinella che cammina su una foglia».
«Davvero?» fece Sofia, che cominciava a impressionarsi.
«E inoltre» continuò il G.G.G. «sento questi passi molto forte, pataplùm, pataplùm, pataplùm, come quelli di un gigante»

«Oh Dio mio!» esclamò Sofia. «E che cos’altro sente?» «Sente spegolettare le formichine quando cammina sul terreno». «Sente veramente parlare le formiche?»
«Ogni singola parola, anche se non capisce la loro lingua affurmicata». «Continui».
«Qualche volta, quando la notte è molto chiara e io orienta le mie orecchie nella giusta direzione» proseguì il G.G.G., e così dicendo girò le orecchie verso il soffitto, «se le giravoltola in questo modo e la notte è molto chiara, qualche volta riesce a sentire una musica lontana che viene dalle stelle del cielo».
Sofia rabbrividì leggermente. Sedeva in silenzio, in attesa del seguito.
«É le mie orecchie che mi ha detto che tu stava guardandomi dalla finestra, la notte scorsa» disse il G.G.G.
«Ma se non facevo nessun rumore!»
«Io sentiva il tuo cuore battere attraverso la strada. Forte come un tamburo».
«Mi dica che altro sente» pregò Sofia, «per favore».
«Io può sentire gli alberi e le piante».
«Perché, parlano?»«Loro non parla proprio» disse il G.G.G. «Loro fa suoni....


(R. Dahl, Il GGG, ed. Salani, pp 42)


Ed ora qualche stimolo per scrivere i vostri commenti ...


  • Che cosa si direbbero secondo te gli alberi del bosco se potessero parlare ?


  • Ti piacerebbe avere un senso dell'udito sviluppato come quello del Grande gigante gentile? Perchè?


  • Nel caso tu potessi possedere uno dei cinque sensi molto sviluppato, quale ti piacerebbe possedere? Come lo useresti?

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